LE LUCCIOLE

12.06.2010 by Roberta 
lucciole

lucciole

I Ricordi di Pierangela,

In queste notti di giugno è bellissimo uscire di sera, avvicinarsi ad un campo e vedere un brulicare di piccole luci danzanti che volteggiano intorno, sono le LUCCIOLE.

Oggi io le osservo in silenzio, mi fanno sentire partecipe dei misteri della natura, ma ricordo di quando eravamo bambini e dopo cena quando oramai faceva buio, andavamo con gioia a caccia di lucciole. Le riponevamo in un bicchiere di vetro tenedolo coperto con la mano per far si che non scappassero, era emozionante avere tra le mani una torcia così bella che illuminava il cammino.

Poi una volta tornati a casa, mettevo il bicchiere capovolto sulla tavola in cucina ed al mattino, al posto delle lucciole c’erano dei soldini.

Ricordo anche la filastrocca da cantare per far si che la lucciola si avvicinasse:

Lucciola lucciola vien da me,

che ti darò il pan del re,

pan de re e della regina,

lucciola lucciola vieni vicina!

Pierangela

Pierangela

Leggenda sulla guarigione, fascino e bellezza.

11.05.2010 by Roberta 

Nel paese degli gnomi non potevano mancare le fate e grazie ad Annalisa, fedele amica di queste creature, veniamo a conoscenza delle loro storie.

Per tanto, ci auguriamo  che in una notte di luglio e di luna piena le vediamo arrivare alla locanda degli gnomi  per festeggiare con loro ed insieme a noi  l’inizio dell’estate POGGESE.

Fatina Margherita

Fatina Margherita

Vengo da un paese lontano dove nei boschi regna la leggenda delle FATE  .
Ve ne racconto una che parla di guarigione,fascino e bellezza.

A mezzanotte di una notte di primavera,un uomo con una gobba sulla schiena ,mentre
stava camminando verso casa incontrò le Fate che cantavano e danzavano
allegramente. Egli cortesemente danzò con la regina delle Fate e cantò una
canzone con loro: ” lunedi, martedi, mercoledi”, lo fece così bene che le Fate
gli tolsero la sua gobba.

L’uomo ritornò felice a casa come uomo bello e dal
corpo diritto. Mantenne il silenzio in merito al suo incontro con le Fate anche
se i suoi vicini gli chiesero come aveva perso la gobba. Come ricompensa per la
sua cortesia e discrezione egli sposò una donna graziosa,ebbe figli e visse una
vita lunga e felice.
Poco tempo dopo l’incontro tra il gobbo e le Fate, un sarto turbolento e cupo
stava camminando esattamente nello stesso luogo ed anch’egli venne invitato
dalle fate ad unirsi a loro nella danza e nel canto. Il sarto prese la regina
delle Fate per i fianchi nel danzare con lei ed ella si offese per la sua
familiarità. Quando egli si unì al canto, aggiunse ” giovedì” alla canzone
fatata e la rovinò. Come ricompensa per la sua rozzezza e le sue cattive
maniere, le Fate presero la gobba che avevano tolto al gobbo e la attaccarono
sulla schiena del sarto e li rimase.
Il presuntuoso e cupo sarto andò a casa con la gobba sulla schiena. Venne
preso in giro dai vicini e visse una vita breve di miseria e agonia fino alla
sua morte.
Come mostra questa storia ,(” dicevano i vecchi del paese”) il mantenere le
promesse, l’essere gentili, sinceri ed onesti sono virtù rispettate e ben
considerate dalle Fate, in quanto spiriti della Natura, possiedono i poteri
naturali per aiutare a guarire e rivitalizzare noi e il pianeta.

A presto.

Annalisa

Annalisa

Stanno spuntando come funghi

18.10.2009 by Roberta 

I funghi ci stupiscono sempre per la casualità della loro nascita, per la semplicità del loro ambiente, per la rapidità della crescita, per la breve durata e per la loro estrema fragilità.

Chi va in cerca di funghi sa che non è facile trovarli: c’è infatti bisogno di tempo e di fatica e non sempre si torna a casa con qualcosa.

Ma è vero quello che dice l’amico Max: -“Durante la ricerca dei funghi, il silenzio dei suoni del bosco, i colori, gli odori, il respiro che si può fare pesante a causa di un tratto impervio da percorrere, liberano la mente da tutto quello che la contaminava. Al ritorno a casa……, ci sentiamo ricaricati di nuova energia.”

fungo porcino

FUNGHI

In attesa di vedere qualche foto con dei bei funghi trovati nei boschi intorno a Poggio, possiamo ragionare su alcuni detti che si usano comunemente ancora oggi:

“Andare a cercar funghi” = indossare un abito a rovescio (si pensava che portasse fortuna ai cercatori di funghi; ha forse origine dall’abitudine di rigirare i vestiti per non danneggiarli).

“E’ come cercare funghi in Arno” = è tempo perso cercare una cosa dove è impossibile che si trovi.

“Stanno spuntando come funghi!”, “Nascono come i funghi!”= evidenzia come i funghi si diffondano rapidamente nei boschi.

By Pierangela